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giovedì 23 aprile 2015

La Resistenza di Luisito Bianchi.



"La gratuità prende tutto... 
come un oceano infinito nel quale l'essere vive, respira, si bagna di gratuità... 
è la gratuità che presiede alla vita...” 
(Luisito Bianchi, Dialogo sulla gratuità).


Il romanzo
di don Luisito Bianchi...
Don Luisito Bianchi (per le essenziali note biografiche si può vedere il nostro post del 25.04.14 ”Luisito Bianchi e la Resistenza”) è conosciuto soprattutto per il suo romanzo sulla resistenza “La messa dell’uomo disarmato”. La lettura di questo  libro è stata per noi un incontro casuale (grazie all’amico Gianni Peirano), subito trasformatosi in avvenimento e grazia. E poiché con gli amici  si condividono le cose belle e soprattutto i bei libri, incontrare questo libro bellissimo non poteva non  significare  amarlo  e condividerne i contenuti con tutte le persone desiderose  di  essere responsabili delle  bellezze del mondo.

... un dono da condividere...
Così tempo fa nacque in Rossana Rolando, mia moglie, il gusto di condurre un’appassionata e serrata analisi del libro di don Luisito, che da tempo abbiamo pubblicato in questo blog, nel settore “pagine”, settore particolarmente impegnativo e perciò forse un po’ marginale per chi ci legge,  rispetto alla pubblicazione e frequentazione dei post ordinari.
Siamo a lungo rimasti indecisi, mia moglie ed io, se ripresentare come post quell’analisi:  lunga (più di dieci cartelle!), articolata (ripercorre tutte le 850 pagine!) ed accorata (è lo sguardo di  chi cerca di capire e si interroga, di chi guarda con amore il creato ed ogni creatura, per cogliere la verità che è “a-letheia”, non nascondimento). Dunque un viaggio  che non cede alle lusinghe del “mordi e fuggi”, tipiche del viaggiare in internet. Infine abbiamo deciso di riproporlo proprio il giorno della festa della Liberazione, il 25 aprile: una sfida che gli amici che ci leggono potranno liberamente, ed eroicamente”, raccogliere, se riterranno che  ne valga la pena.

... un testo che si presta a vari livelli 
di lettura e approfondimento...
In ogni caso mi permetto di tracciare un breve quadro del “romanzo sulla resistenza” (così Luisito lo definisce), come premessa alla  lettura diretta della "messa" o come modesto succedaneo all’analisi che verrà pubblicata il 25 aprile.
Il libro non è solo un romanzo sulla resistenza, ma anche un’elegia della vita contadina, un’autobiografia spirituale. Non solo tratta precisi eventi storici, ma descrive volti, persone, gesti. Libro scomodo, disturbante, senza cedimenti al revisionismo: il modo migliore di celebrare il 25 aprile,  dove la potenza della memoria è ricordo ma insieme attualità e responsabilità, è  passato ma nel contempo presente.

... viaggio della memoria 
che conferisce luce al presente...
C’è una convinzione comune in tutti coloro che hanno letto il libro ed in tutte le recensioni che abbiamo  avuto la ventura di scorrere: si tratta di un’opera sulla resistenza diversa da tutte le altre, evento che mancava nella vicenda letteraria nazionale, libro singolare in cui, pur nella manifestazione disumana del male della guerra, c’è un effondersi dell’amore che filtra, pervade, intride di sé personaggi, paesaggi, gesti, dialoghi, pensieri.

... opera che ricostruisce la resistenza 
in modo del tutto singolare...
Molti hanno parlato e parlano  di  capolavoro letterario.  Sicuramente si è trattato di un autentico caso editoriale. Il romanzo circolò  in edizione autoprodotta ed autofinanziata tra il 1989 e il 1995. L’editore Sironi si imbatte casualmente in quest’opera e decide 13 anni fa di ristamparla, rendendola così disponibile al grande pubblico.

... da molti ritenuto 
un capolavoro.
La vicenda narrata comincia nella primavera del 1940. Il protagonista Franco, sulla via di diventare monaco benedettino, se ne torna dai suoi nella campagna cremonese alla cascina Campanella. Il fascismo entra in guerra, alleato dei nazisti. Piero, il fratello, sarà in Grecia a buscarsi un congelamento, mentre altri giovani del paese partono per la campagna di Russia. La svolta storica avviene l’8 settembre del 43: è la scelta tra libertà e schiavitù, tra dignità e servilismo,  bene e male. Sullo sfondo liturgico delle stagioni della terra, tra semine, raccolti, vendemmie e sagre, si innestano i riti cruenti degli  uomini in lotta fratricida.  L’intreccio di invenzione letteraria, ricerca spirituale e ricostruzione storica è articolato in tre tempi, quasi un itinerario liturgico: il gemito della Parola – il silenzio della Parola -  lo svelamento della Parola.

Nel libro si intrecciano 
la ricostruzione storica,  l'invenzione letteraria, 
la vicenda umana e spirituale...
Non so in quale fase oggi don Luisito porrebbe questi nostri giorni. Certo la figura dell’autore e la sua biografia spirituale sono riflessi in molti personaggi del libro: in Franco, che esce dal monastero e torna a fare il contadino nel paese di campagna; nel fratello Piero che non si reputa cristiano ma che spende la vita per gli altri; in don Luca-Benedetto, monaco del monastero che si aggrega ai partigiani sulle montagne; in Giuliano, Rondine, Stalino. il giovane Balilla,  tre figure di umili che non si dimenticano facilmente; nell’arciprete del paese, uomo colto e vicino alla gente; nel Professore, in Cecina e suo marito, nella madre; nell’abate del monastero, figura forse modellata su Aureli Escarrè, l’abate di Montserrat fuggito dal regime franchista e morto proprio a Viboldone, dove don Luisito risiedeva.

... e i personaggi escono vivi 
dalla pagina ...
Perché un prete sente il bisogno di scrivere “un romanzo sulla resistenza” (è il sottotitolo)?  Don Luisito vede una straordinaria connessione tra  la parola dell’Avvenimento, la Parola di Dio, la parola laica della Resistenza. Parola che si fa cultura nella misura in cui ti fa appartenere alla gente; diventa ricerca, poesia,  bellezza, promessa e riconciliazione, amore disarmato e gratuità.  La resistenza allora assume un doppio significato: da una parte racconto della lotta partigiana;  dall’altra categoria spirituale che indica la capacità di riconoscere la presenza di Dio, della Parola, anche in fatti  tragici e violenti.

Se la Parola non era presente anche in quei fatti drammatici, allora era vero che Dio era morto dopo Auschwitz”.“Quegli uomini che lasciarono tutto, casa, famiglia, figli, lavoro e andarono a combattere sulle montagne per liberare  la patria dall’invasore e conquistare la libertà furono l’esempio più bello di gratuità che si potesse pretendere. Fu  la testimonianza di come tanti uomini erano pronti a dare la propria vita per la costruzione di un mondo nuovo. E capii anche che quel sangue, gratuitamente versato, non era stato vano, perché ogni volta che ne facciamo memoria, come ho tentato di fare  ne “La messa dell’uomo disarmato”, lo attualizziamo. Esattamente come accade nella Messa, quando facciamo memoria del sacrificio di Cristo”.


... e immettono in un mare 
di significati...
La conclusione è la predilezione per gli umili, la volontà di costruire un mondo nuovo nella gratuità. Il romanzo è un’aperta contestazione contro ogni forma di svilimento della resistenza, che invece si presenta come radicalità del dono senza contraccambio in un mondo dominato dalla concezione che tutto è negoziabile e tutto ha un prezzo. Se l’uomo partigiano è colui che gratuitamente prende le  parti di chi non ha potere, non per sostituirvi un altro potere ma per essere liberi, allora  la resistenza non è arida né sterile; se essa non viene strumentalmente svilita per instaurare nuovi poteri, allora può  generare figli ogni qual volta si resiste al potere dell’uomo sull’uomo.

... sulle tracce 
di un mondo da rinnovare  ...
Il libro pone ad ognuno di noi impietosi interrogativi. Non si ripropone forse ancora oggi la scelta tra libertà e schiavitù, tra dignità e servilismo, tra bene e male? Non dobbiamo forse con la nostra testimonianza stimolare le nuove generazioni a proseguire una resistenza che oggi appare in parte tradita, monca, incompiuta? Quale resistenza io, tu, noi stiamo combattendo? Di fronte a chi portiamo la responsabilità di combatterla?

...proiettati 
in un orizzonte di libertà.
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